Di.To. intervista l’APRI Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti

Interviste

L’APRI (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti) è un’organizzazione di volontariato onlus nata in Piemonte nel 1990 per occuparsi prioritariamente di promuovere la ricerca scientifica contro le malattie degenerative della retina. Nel corso degli anni ha ampliato il proprio raggio di intervento e ha varcato i confini regionali: oggi può essere considerata una delle realtà più attive in Italia con lo scopo di  tutelare, assistere e rappresentare le persone non vedenti ed ipovedenti.

Incontriamo Simona Valinotti, presidente Apri servizi ed esperta di educativa e riabilitazione sulle autonomie,  Simona Guida, psicologa psicoterapeuta, che collabora con l’APRI fin quasi dalla sua nascita (unica vedente che incontriamo), e Pericle Farris, consigliere e vicepresidente APRI Servizi, che si occupa di legislazione, lavoro e barriere architettoniche.


Simona Valinotti conduce l’Atelier del bastone bianco

 

Vi muovete ovunque con passo sicuro, stringete la mano senza perplessità e servite il caffè, avendo cura di zuccherarlo, con perizia impeccabile. Come fate? Raccontateci qualcosa di voi.

Simona Valinotti. Ho perso la vista a 17 anni; vivevo fuori Torino e per una serie di ragioni, in particolare quella di poter  continuare gli studi più agevolmente e avere maggiore opportunità di servizi, appena sono diventata maggiorenne mi sono trasferita a Torino, andando a vivere da sola. Questo è stato possibile dopo un prezioso lavoro sul recupero delle autonomie, l’uso del bastone bianco e uso di sintesi vocale per l’uso autonomo di un PC per studio e lavoro. In APRI curo il laboratorio di atelier, dove a ogni età si impara a rendere un ausilio che molti sentono stigmatizzante, come il bastone bianco, in un accessorio personalizzato che parli di sé. Insegno alle ragazze e alle donne a truccarsi autonomamente e a come elaborare strategie per vestirsi con gli abbinamenti di colori e di tessuti desiderati, mi occupo di percorsi di autonomia personale, domestica e di orientamento e mobilità con il bastone bianco, attività in convenzione con il centro di riabilitazione visiva dell’Ospedale oftalmico di Torino.  Insieme a Simona Guida svolgo nelle scuole progetti educativi, in quanto l’APRI è accreditata presso il Comune di Torino, e nei locali APRI gruppi in cui si svolgono attività riabilitative (gruppi di auto-aiuto e atelier del bastone bianco).

Simona Guida. Lavoro all’APRI da vent’anni, come psicologa (esperta in riabilitazione visiva) e psicoterapeuta, ma anche nelle scuole, in base ai cataloghi dell’offerta formativa comunale e su progetti ad hoc. La psicologia della riabilitazione prevede e progetta spesso azioni di tipo interdisciplinare che, a partire da interventi di tipo prettamente psicologico-clinico,  si amplia e si completa grazie ad attività di vario genere previste nel case management.

Pericle Farris. Sono nato con un visus bassissimo. Nel tentativo di recuperarlo ho subìto 28 operazioni agli occhi. Poi una patologia mi ha fatalmente riportato a una cecità parziale. Questa condizione non mi ha mai impedito di fare per tutta la vita il sindacalista ad alti livelli e di girare il mondo per lavoro, sempre autonomamente. In APRI sono consigliere dell’A.P.R.I. onlus e vice presidente  di A.P.R.I. Servizi, una emanazione dell’associazione, che collabora con vari enti per sviluppare e portare avanti progetti di autonomia scolastica, riabilitazione rivolta anche a persone ipovedenti o con pluri-minorazioni (non vedenti affetti da altre disabilità). In APRI Servizi  mi occupo di legislazione, barriere architettoniche e sensoriali, lavoro.

Su una porta è riportato un cartello: “Ricordati che una porta mezza aperta è una barriera sensoriale”. Cosa significa?

Le barriere sensoriali, o percettive, sono configurazioni non adeguate alle persone con una menomazione sensoriale. Nel caso di persone non vedenti, impediscono la percezione, dunque il riconoscimento, la localizzazione, l’orientamento e la mobilità .

Per diminuire l’impatto negativo di questi ostacoli, esistono dispositivi, quasi sempre semplici e poco costosi, in grado di facilitare non poco la vita: le piste tattili LOGES (le strisce gialle a strisce in rilievo che si incontrano per es. in alcune stazioni ferroviarie o negli ospedali), i semafori sonori, gli annunci vocali sui mezzi di trasporto pubblico, le mappe tattili, i navigatori satellitari vocali e cosa fondamentale, l’uso consapevole di  tutto il patrimonio sensoriale e motorio in dotazione ad ognuno di noi.

All’interno dell’APRI opera, da molti anni, un gruppo di studio e di sensibilizzazione su questi temi. Le sue attività consistono essenzialmente in iniziative di sensibilizzazione verso i comuni ed i rispettivi assessori alla viabilità ed arredo urbano, nonché in collaborazione con GTT. L’APRI è inoltre disponibile per sopraluoghi e consulenze gratuite ai progettisti.

Quali servizi offrite?

L’APRI eroga servizi mirati a permettere alla persona colpita da cecità o da ipovisione e ai suoi familiari di imparare a convivere con un senso in meno: assistenza, consulenza ed aiuto psicologico in genere a persone con disabilità visiva di tutte le età, ai familiari e consulenza agli operatori, il citato “Atelier del bastone bianco”, un corso di make-up, consulenza su diritti/doveri, formazione sull’utilizzo di strategie e di dispositivi.

L’APRI inoltre è partner del Centro di Riabilitazione Visiva dell’Ospedale oftalmico di Torino ed in passato di quello di Ivrea.

Infine, è accreditata con il settore educativo del Comune di Torino: svolge numerosi progetti nelle scuole, dalle elementari alle superiori, dove fornisce anche educatori quali assistente all’autonomia (L. 104/92).

Chi può quindi rivolgersi all’APRI?

Che si sia persa la vista o si sia nati privi di questo importante senso, che si sia genitori, insegnanti, progettisti di ambienti fruibili dalla popolazione, insomma la persona non vedente o chiunque vi abbia a che fare, a qualsiasi livello, può imparare qui qualcosa di utile e trovare ascolto ed aiuto competenti.

Per es. se una persona con disabilità visiva desidera imparare l’uso del bastone bianco e lavorare sulle proprie autonomie generali, in segreteria è possibile compilare la richiesta per un modulo (18 ore) di riabilitazione domiciliare ed avere questo servizio; se invece necessita di un percorso di consulenza, sostegno psicologico o di terapia breve, oppure si desidera partecipare ai gruppi di auto-aiuto, si prende appuntamento con la psicologa per un primo colloquio; se ancora un  genitore intende richiedere per il proprio bambino ipovedente o non vedente il servizio di assistenza scolastica e alle autonomie previsto dall’Ufficio Disabili Sensoriali del Comune di Torino o dai vari Consorzi Comunali lo si può ricevere all’APRI , grazie al personale educativo.

Come si accede ai servizi e alle prestazioni?

Si prende un appuntamento, ci si conosce e si avvia l’intervento richiesto, o quello che in base alla nostra esperienza pare più opportuno.

A chi consigliereste sicuramente di rivolgersi a voi?

A tutti coloro che hanno una disabilità visiva e vogliono potersi confrontare con chi vive gli stessi problemi, imparare tecniche per aumentare o ritrovare una buona autonomia, a tutti i parenti che vivono la disabilità visiva di un loro caro, ad insegnanti, operatori  e tutti coloro che potrebbero trovarsi a lavorare alla formazione o nell’assistenza di persone con deficit visivo.

Dove vi trovate?

La sede si trova a Torino, in Via B. Cellini 14

Tel: 011-664.86.36 – Fax: 011-664.16.56 – www.ipovedenti.it – email apri@ipovedenti.it

La sede è raggiungibile con la metropolitana scendendo alla fermata Carducci, con i mezzi 17, 18.

In caso di problemi motori la sede è raggiungibile grazie ad un’entrata secondaria priva di barriere ed un ascensore accessibile.

 

Area onlus ringrazia Simona Valinotti, Simona Guida e Pericle Farris